Nell’ambito del Convegno Mondiale sul Rene, appuntamento annuale in cui si fa il punto sulle malattie renali e sull’opera di prevenzione che si può fare, tenutosi al Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, questa mattina 11 Marzo, alla presenza del Magnifico Rettore dell’Università di Messina Prof. Francesco Tomasello (cui a parte potrete leggere una intervista a cura della nostra collaboratrice Luciana Lotta), Prof. Guido Bellinghieri Dirigente dell’Istituto di Nefrologia al Policlinico Universitario di Messina, Prof. Agostino Mallamace Presidente del Corso di Laurea “Infermieristica” sempre all’Università di Messina, Prof. Emanuele Scribano Preside della Facoltà di Medicina, del Sindaco dott. Giuseppe Buzzanca, del Prefetto Sua Eccellenza Francesco Alecci, e di altri insigni docenti. In sala presenti anche il Prof. Domenico Venuti Docente di Beni Culturali e Ambientali all’Accademia di Belle Arti “Mediterranea” di Messina delegato istituzionale del Rettore della stessa Accademia Prof. Guido Caratozzolo, assieme ad alcuni ragazzi dello stesso Ente invogliati ad intervenire all’incontro per essere addotti circa i rischi di queste malattie che come vedremo, nelle interviste che abbiamo realizzato, investono anche in giovane età. E poi anche il Prof. Giuseppe Mobilia consulente presso il Comune di Lipari in materia sanitaria, conosciuto e apprezzato ginecologo della città.
Abbiamo raccolto le impressioni del Prof. Bellinghieri anima e organizzatore dell’incontro a Messina, e del Prof. Mallamace, il quale si è soffermato sull’importanza della conoscenza per gli infermieri che rivestono un ruolo importantissimo nell’affrontare il paziente che soffre di malattie renali che sono molteplici e non sempre facili da curare. In tutti i casi la prevenzione deve essere sempre efficace prima quindi della cura della malattia.
Ascoltiamo il Prof. Bellinghieri: “E’ un incontro che si tiene ogni anno in tutto il mondo, in questa giornata, per mostrare alla società quali sono i rischi che si corre, in quanto la malattia renale ha una incidenza notevole sulla salute dell’uomo. Si calcola che circa il 10% della popolazione di tutto il mondo possa avere un rischio di malattia renale. Per questo motivo oggi in tutte le piazze e le università mondiali si celebra questa giornata. Noi abbiamo fatto qualcosa di più; abbiamo organizzato a Piazza Cairoli dei gazebo grazie alla collaborazione della Croce Rossa, per lo screening delle malattie renali. E abbiamo organizzato, anche, un Congresso per lanciare dei messaggi, specialmente ai giovani, la sala è piena di giovani, qua con me c’è il Prof. Mallamace. Il quale si è sentito coinvolto a pieno in questo progetto, di mandare messaggi forti alla gente e ai giovani specialmente perché tengano a cuore la propria salute. La salute è un bene prezioso, non si può quantificare, però la medicina di oggi punta alla cura della malattia. Il messaggio che noi vogliamo lanciare è quello di guardare più alla prevenzione. La prevenzione – continua il Prof. Bellinghieri – è più efficace se si lanciano messaggi culturali, conoscendo la gente. Noi abbiamo doveri morali.
Dovere è quello di vivere bene. In questo caso un ruolo lo svolgono il soggetto e la società. Vivere bene significa avere rispetto e prendersi cura di se stesso e degli altri. Rispetto di migliorare la qualità della vita che significa vivere bene per godere dei piaceri della vita. Salvaguardia della salute significa quindi controllarsi la salute. Nel caso delle malattie del rene, un controllo della pressione, un esame delle urine. Ma quando si sta bene, non quando si sta male. Perché quando si sta male, la malattia si è insediata e ha cominciato a fare dei danni che qualche volta sono irreversibili”.
“A livello mondiale la media degli ammalati di rene, a quanto si aggira?”
“Solo negli Stati Uniti sono circa il 10% della popolazione su 250milioni di abitanti. In Italia sono 5milioni. In Sicilia circa 500.000 persone rischiano di ammalarsi ai reni. A Messina il 15% delle 500.000 persone che dicevo. A Piazza Cairoli, nei gazebo si farà un controllo della pressione e un esame delle urine, oltre a vedere se si è obesi. Purtroppo le piaghe di oggi sono tre: l’obesità, il diabete e l’ipertensione. Questi sono tre mali cui siamo esposti tutti, e dobbiamo riguardarci. Non esiste una età in cui ci si può ammalare. Anche un bambino può nascere con malattie congenite. Prima si fa la diagnosi precoce, più si riesce a dominare la malattia, e qualche volta anche a guarire. Non spesso, ma si riesce a guarire quando la malattia è presa all’inizio e si può curare. Per altre malattie non c’è una cura, però si può rallentare la sua evoluzione. Al rene in maggioranza si soffre di malattie tumorali, ma anche la nefropatia, dove uno su dieci rischia di ammalarsi. I dializzati in tutto il mondo sono 2.500.000; in Italia sono 50.000; in Sicilia circa 5.000”.
Il Prof. Mallamace coordinatore del Corso di Laurea in Infermieristica della Facoltà di Medicina ci ha voluto rilasciare la seguente dichiarazione: “i miei studenti del Corso di Laurea partecipano annualmente a questa ricorrenza. Perché il compito dell’infermiere oggi è anche educativo, e nell’educazione metto anche la prevenzione. Per quanto riguarda le malattie renali, come ha evidenziato il Prof. Bellinghieri, è una cosa importantissima la prevenzione. Spesso, una volta che la patologia renale è in atto si produce un trattamento in un determinato periodo di tempo. Il compito dell’infermiere che è in diretto contatto con il paziente, è un compito importantissimo. Specialmente i ragazzi del Corso di Laurea al primo anno, annualmente partecipano a questa manifestazione per cominciare a improntare quello che è il loro mestiere, la loro opera per il futuro”.
Il Preside della Facoltà di Medicina Prof. Emanuele Scribano, si è espresso ai nostri microfoni in tal senso: “il ruolo dell’Università di Messina e la Facoltà di Medicina, è anzitutto quello di garantire professionalità nella cura e nell’assistenza a questi pazienti. Il ruolo fondamentale oggi, e il significato di questa giornata, è soprattutto quello di informare la società sui problemi e i pericoli che corrono questi organi assai delicati quando si ammalano; e l’altro ruolo fondamentale è quello di impegnarsi nella formazione. Formazione rivolta agli specialisti, ai medici che opereranno sul territorio, ma anche a quelle figure di supporto, vedi infermieri e tecnici. I compiti di questa Facoltà sono onerosi. E senza dubbio queste manifestazioni ci danno ragione sulla strada giusta che abbiamo imboccato, per aumentare ancora l’impegno su questo fronte.
Non è il primo anno che partecipo a queste giornate. Insistere da parte di tutti gli attori coinvolti: le istituzioni, gli stessi soggetti che già sono passati attraverso queste malattie, e si impegnano a diffondere messaggi alla popolazione. Non c’è altra strada. A Messina i malati renali sono molti, e non solo a Messina. In una società sempre più evoluta si creano delle omogeneità nella popolazione. Probabilmente da noi esistono fasce sociali non tutelate a dovere. E qui le malattie renali vanno avanti senza intervenire. E’ un problema di comunicazione. E’ un problema che coinvolge anche fasce della popolazione in età infantile. Il discorso odontoiatrico è passato, nel senso che oggi c’è più attenzione. Questo del rene è senz’altro fondamentale per farlo passare”.
Giovanni Tomasello
